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Cosa deve contenere una fattura

L’elenco dei dati che una fattura italiana deve riportare, voce per voce, con le varianti per forfettari, privati, fattura semplificata e documenti che fattura non sono.

Aggiornato 2026-10-24 · TidyBills

Il riferimento: art. 21 del D.P.R. 633/1972

Il contenuto della fattura è fissato dall’art. 21, comma 2, del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 (il decreto IVA). La fattura elettronica in formato FatturaPA ha poi campi tecnici propri, ma i dati sostanziali sono quelli dell’articolo 21. Eccoli in ordine, con una spiegazione pratica.

Dato Cosa scrivere Note
Data di emissione Il giorno in cui emetti la fattura Nella fattura immediata coincide di norma con la data dell’operazione
Numero progressivo Un numero che identifica la fattura in modo univoco Può ripartire ogni anno; niente doppioni nella stessa serie
Cedente o prestatore Ditta, denominazione o nome e cognome, residenza o domicilio Per le società, la sede legale
Partita IVA del cedente Il tuo numero di partita IVA Sempre
Cessionario o committente Nome o denominazione e indirizzo del cliente Per i soggetti non residenti valgono regole particolari
Partita IVA o codice fiscale del cliente Partita IVA per le imprese, codice fiscale per i privati —
Natura, qualità e quantità Una descrizione precisa dei beni o dei servizi «Consulenza» da sola è troppo generica
Corrispettivi e dati per l’imponibile Prezzo unitario, quantità, sconti, imponibile Il valore normale dei beni ceduti a titolo di sconto o premio
Aliquota, imposta e imponibile Aliquota applicata, importo dell’IVA e imponibile, con arrotondamento al centesimo Per ogni aliquota diversa
Norma di esenzione o non applicazione Il riferimento di legge quando l’IVA non si applica Per esempio il regime forfettario o l’inversione contabile

A questi dati la fattura elettronica aggiunge il codice destinatario o la PEC per il recapito, il tipo documento (TD01, TD02 per l’acconto, TD04 per la nota di credito e così via) e, quando serve, la natura dell’operazione non imponibile o esente.

Le aliquote IVA

In Italia le aliquote sono quattro: 22 % ordinaria, 10 % (per esempio molti servizi turistici e alcuni alimenti), 5 % e 4 % (beni di prima necessità, alcune prestazioni). La tabella che dice quale bene o servizio va a quale aliquota è allegata al decreto IVA: se hai dubbi su un prodotto, verifica lì o con il commercialista. Se una fattura contiene righe ad aliquote diverse, il riepilogo deve mostrare imponibile e imposta per ciascuna aliquota.

Casi particolari

Regime forfettario

Il forfettario non addebita IVA e non la detrae. Al posto dell’IVA la fattura riporta la norma che giustifica la mancata applicazione: «Operazione in franchigia da IVA effettuata ai sensi dell’art. 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014». Sopra 77,47 € serve l’imposta di bollo di 2 €. Anche il forfettario, dal 2024, emette fattura elettronica tramite SdI.

Inversione contabile

In alcuni settori (per esempio certi lavori edili in subappalto) o per servizi a clienti esteri, l’IVA la assolve il cliente. In fattura non indichi l’imposta ma la dicitura «inversione contabile» con il riferimento normativo.

Ritenuta d’acconto

I professionisti in regime ordinario che fatturano a un sostituto d’imposta indicano in fattura la ritenuta d’acconto, che il cliente trattiene e versa. Non incide sull’IVA, ma riduce il netto a pagare.

Nota di credito

Per correggere o annullare una fattura già emessa si usa la nota di credito, anch’essa elettronica (tipo documento TD04), che richiama la fattura originale.

Fatture, proforma e ricevute: cosa cambia

Il contenuto dell’art. 21 riguarda le fatture. Altri documenti hanno regole diverse:

  • la fattura proforma non ha un contenuto obbligatorio, ma conviene ricalcare la futura fattura e scrivere chiaramente che non costituisce fattura;
  • il preventivo è libero nei contenuti: conta che sia chiaro su prezzi, tempi e validità;
  • la ricevuta per prestazione occasionale riporta i dati del prestatore e del committente, la descrizione, il compenso, l’eventuale ritenuta e il bollo oltre 77,47 €.

Questo generatore verifica i dati di proforma, preventivi e ricevute, ma non emette fatture italiane: per quelle serve lo SdI, come spiegato in come fare una fattura.

Un esempio di righe ben scritte

Male: «Servizi vari – 1.500,00 €».

Bene:

  • «Sviluppo sito web vetrina, 5 pagine, consegnato il 30/09/2026 – 1 × 1.200,00 €»
  • «Hosting e dominio, periodo 1/10/2026–30/09/2027 – 1 × 150,00 €»
  • «Formazione all’uso del pannello di gestione – 2 ore × 75,00 €»

Ogni riga dice che cosa, quanto e per quale periodo. È proprio ciò che l’art. 21 intende con «natura, qualità e quantità».

Lista di controllo prima di emettere

  1. Numero e data corretti, senza salti.
  2. I tuoi dati e la tua partita IVA.
  3. Dati del cliente con partita IVA o codice fiscale, codice destinatario o PEC.
  4. Descrizioni precise, quantità e prezzi unitari.
  5. Aliquota e imposta per ogni aliquota, oppure la norma di esenzione.
  6. Bollo se l’importo senza IVA supera 77,47 €.
  7. Ritenuta d’acconto se dovuta.
  8. Condizioni e modalità di pagamento.

Per approfondire il rapporto tra fattura elettronica e proforma leggi fattura elettronica, SdI e proforma; per i modelli in Word e PDF vai alla pagina modelli.

Aggiornato il 24/10/2026. Informazioni generali, non consulenza fiscale.

Domande frequenti

Il codice destinatario è un dato obbligatorio?
Serve per recapitare la fattura elettronica tramite SdI. Se il cliente non lo comunica si può usare la PEC, oppure il codice convenzionale «0000000»; la fattura resta comunque disponibile nell’area riservata del cliente.
Su una fattura a un privato serve il codice fiscale?
Sì: per i consumatori finali si indica il codice fiscale al posto della partita IVA.
La fattura semplificata cos’è?
È una fattura con contenuto ridotto ammessa, entro un limite di importo, dall’art. 21-bis D.P.R. 633/1972: per esempio il cliente si può identificare con la sola partita IVA o codice fiscale. Anche la fattura semplificata è elettronica.
Una proforma deve avere gli stessi dati?
Non per legge, perché non è una fattura. Conviene però usare gli stessi dati della futura fattura, così il cliente controlla tutto prima e la fattura elettronica non avrà sorprese.

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