Il riferimento: art. 21 del D.P.R. 633/1972
Il contenuto della fattura è fissato dall’art. 21, comma 2, del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 (il decreto IVA). La fattura elettronica in formato FatturaPA ha poi campi tecnici propri, ma i dati sostanziali sono quelli dell’articolo 21. Eccoli in ordine, con una spiegazione pratica.
| Dato | Cosa scrivere | Note |
|---|---|---|
| Data di emissione | Il giorno in cui emetti la fattura | Nella fattura immediata coincide di norma con la data dell’operazione |
| Numero progressivo | Un numero che identifica la fattura in modo univoco | Può ripartire ogni anno; niente doppioni nella stessa serie |
| Cedente o prestatore | Ditta, denominazione o nome e cognome, residenza o domicilio | Per le società, la sede legale |
| Partita IVA del cedente | Il tuo numero di partita IVA | Sempre |
| Cessionario o committente | Nome o denominazione e indirizzo del cliente | Per i soggetti non residenti valgono regole particolari |
| Partita IVA o codice fiscale del cliente | Partita IVA per le imprese, codice fiscale per i privati | — |
| Natura, qualità e quantità | Una descrizione precisa dei beni o dei servizi | «Consulenza» da sola è troppo generica |
| Corrispettivi e dati per l’imponibile | Prezzo unitario, quantità, sconti, imponibile | Il valore normale dei beni ceduti a titolo di sconto o premio |
| Aliquota, imposta e imponibile | Aliquota applicata, importo dell’IVA e imponibile, con arrotondamento al centesimo | Per ogni aliquota diversa |
| Norma di esenzione o non applicazione | Il riferimento di legge quando l’IVA non si applica | Per esempio il regime forfettario o l’inversione contabile |
A questi dati la fattura elettronica aggiunge il codice destinatario o la PEC per il recapito, il tipo documento (TD01, TD02 per l’acconto, TD04 per la nota di credito e così via) e, quando serve, la natura dell’operazione non imponibile o esente.
Le aliquote IVA
In Italia le aliquote sono quattro: 22 % ordinaria, 10 % (per esempio molti servizi turistici e alcuni alimenti), 5 % e 4 % (beni di prima necessità, alcune prestazioni). La tabella che dice quale bene o servizio va a quale aliquota è allegata al decreto IVA: se hai dubbi su un prodotto, verifica lì o con il commercialista. Se una fattura contiene righe ad aliquote diverse, il riepilogo deve mostrare imponibile e imposta per ciascuna aliquota.
Casi particolari
Regime forfettario
Il forfettario non addebita IVA e non la detrae. Al posto dell’IVA la fattura riporta la norma che giustifica la mancata applicazione: «Operazione in franchigia da IVA effettuata ai sensi dell’art. 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014». Sopra 77,47 € serve l’imposta di bollo di 2 €. Anche il forfettario, dal 2024, emette fattura elettronica tramite SdI.
Inversione contabile
In alcuni settori (per esempio certi lavori edili in subappalto) o per servizi a clienti esteri, l’IVA la assolve il cliente. In fattura non indichi l’imposta ma la dicitura «inversione contabile» con il riferimento normativo.
Ritenuta d’acconto
I professionisti in regime ordinario che fatturano a un sostituto d’imposta indicano in fattura la ritenuta d’acconto, che il cliente trattiene e versa. Non incide sull’IVA, ma riduce il netto a pagare.
Nota di credito
Per correggere o annullare una fattura già emessa si usa la nota di credito, anch’essa elettronica (tipo documento TD04), che richiama la fattura originale.
Fatture, proforma e ricevute: cosa cambia
Il contenuto dell’art. 21 riguarda le fatture. Altri documenti hanno regole diverse:
- la fattura proforma non ha un contenuto obbligatorio, ma conviene ricalcare la futura fattura e scrivere chiaramente che non costituisce fattura;
- il preventivo è libero nei contenuti: conta che sia chiaro su prezzi, tempi e validità;
- la ricevuta per prestazione occasionale riporta i dati del prestatore e del committente, la descrizione, il compenso, l’eventuale ritenuta e il bollo oltre 77,47 €.
Questo generatore verifica i dati di proforma, preventivi e ricevute, ma non emette fatture italiane: per quelle serve lo SdI, come spiegato in come fare una fattura.
Un esempio di righe ben scritte
Male: «Servizi vari – 1.500,00 €».
Bene:
- «Sviluppo sito web vetrina, 5 pagine, consegnato il 30/09/2026 – 1 × 1.200,00 €»
- «Hosting e dominio, periodo 1/10/2026–30/09/2027 – 1 × 150,00 €»
- «Formazione all’uso del pannello di gestione – 2 ore × 75,00 €»
Ogni riga dice che cosa, quanto e per quale periodo. È proprio ciò che l’art. 21 intende con «natura, qualità e quantità».
Lista di controllo prima di emettere
- Numero e data corretti, senza salti.
- I tuoi dati e la tua partita IVA.
- Dati del cliente con partita IVA o codice fiscale, codice destinatario o PEC.
- Descrizioni precise, quantità e prezzi unitari.
- Aliquota e imposta per ogni aliquota, oppure la norma di esenzione.
- Bollo se l’importo senza IVA supera 77,47 €.
- Ritenuta d’acconto se dovuta.
- Condizioni e modalità di pagamento.
Per approfondire il rapporto tra fattura elettronica e proforma leggi fattura elettronica, SdI e proforma; per i modelli in Word e PDF vai alla pagina modelli.
Aggiornato il 24/10/2026. Informazioni generali, non consulenza fiscale.