Chi può usare la ricevuta per prestazione occasionale
La ricevuta è il documento di chi svolge un lavoro autonomo occasionale ai sensi dell’art. 2222 del Codice civile: realizzi un’opera o un servizio con lavoro prevalentemente tuo, senza vincolo di subordinazione e senza abitualità. Tipici esempi: una traduzione, una lezione privata, un piccolo progetto grafico, una consulenza una tantum.
Due condizioni contano:
- niente partita IVA: se ce l’hai, i compensi si fatturano elettronicamente tramite SdI;
- occasionalità: non un’attività organizzata e continuativa. Non esiste un numero fisso di incarichi o un importo che decida da solo: conta la natura del lavoro.
La prestazione è fuori dal campo IVA (art. 5 del D.P.R. 633/1972), per questo la ricevuta non riporta IVA e non passa dallo SdI.
I dati da inserire
| Sezione | Dati | Consiglio |
|---|---|---|
| Prestatore | Nome e cognome, indirizzo di residenza, codice fiscale | Aggiungi l’IBAN per il pagamento |
| Committente | Nome o ragione sociale, indirizzo, codice fiscale o partita IVA | Indica se è un sostituto d’imposta |
| Documento | Numero progressivo e data | Una serie tua, per esempio 1/2026, 2/2026 |
| Prestazione | Descrizione del lavoro e periodo | Concreta: cosa, quanto, quando |
| Importi | Compenso lordo, ritenuta, netto a pagare | Più l’eventuale rimborso del bollo |
| Diciture | Prestazione occasionale, ritenuta, bollo | Vedi sotto |
| Firma | Firma del prestatore | Sull’originale consegnato |
La ritenuta d’acconto
Se il committente è un sostituto d’imposta (un’impresa, un professionista, un ente, un condominio), deve trattenere una ritenuta d’acconto del 20 % sul compenso lordo e versarla all’Erario per tuo conto. Ti paga quindi il netto. Se il committente è un privato, un forfettario o un soggetto estero, di norma la ritenuta non si applica.
Il riferimento di legge cambia con la data della ricevuta:
- fino al 31 dicembre 2026: «Ritenuta d’acconto del 20% ai sensi dell’art. 25 del D.P.R. 600/1973.»;
- dal 1° gennaio 2027, quando l’art. 25 viene abrogato: «Ritenuta d’acconto del 20% ai sensi del D.Lgs. 33/2025 (Testo unico versamenti e riscossione).».
Il generatore sceglie la dicitura in base alla data che inserisci.
La marca da bollo
Quando l’importo della ricevuta supera 77,47 €, è dovuta l’imposta di bollo di 2 €: applichi una marca da bollo sull’originale cartaceo consegnato al committente e scrivi sulla ricevuta «Imposta di bollo di € 2,00 assolta sull’originale.». Sotto o fino a 77,47 € il bollo non serve. La marca va annullata (per esempio con la data scritta sopra) e la copia che conservi riporta la stessa dicitura.
L’esempio completo
Giulia, studentessa senza partita IVA, traduce un catalogo per un’azienda. Compenso concordato: 1.000 € lordi. L’azienda è sostituto d’imposta.
| Voce | Calcolo | Importo |
|---|---|---|
| Compenso lordo | — | 1.000,00 € |
| Ritenuta d’acconto 20 % | 1.000,00 × 20 % | − 200,00 € |
| Netto a pagare | 1.000,00 − 200,00 | 800,00 € |
| Marca da bollo | importo oltre 77,47 € | 2,00 € sull’originale |
L’azienda bonifica 800 € a Giulia e versa 200 € di ritenuta. A inizio anno successivo le rilascia la Certificazione Unica. Giulia dichiara 1.000 € di reddito e scala i 200 € già trattenuti.
Se le parti concordano che il bollo sia a carico del committente, Giulia lo indica come voce a parte («Rimborso imposta di bollo – 2,00 €»); come trattarla ai fini della ritenuta è un dettaglio da concordare con l’ufficio amministrativo del committente.
Se invece il committente fosse un privato, la ricevuta mostrerebbe 1.000 € lordi, nessuna ritenuta e 1.000 € netti, con la stessa marca da bollo.
Le diciture da riportare
- «Prestazione occasionale ai sensi dell’art. 2222 del Codice civile, esclusa dal campo di applicazione dell’IVA ai sensi dell’art. 5 del D.P.R. 633/1972.»
- La dicitura della ritenuta, se applicata (vedi sopra).
- «Imposta di bollo di € 2,00 assolta sull’originale.», se l’importo supera 77,47 €.
INPS e soglia dei 5.000 €
Si sente spesso parlare di un «limite di 5.000 € annui». Non è un tetto oltre il quale la prestazione occasionale è vietata: secondo le indicazioni INPS, quando i compensi da lavoro autonomo occasionale superano 5.000 € nell’anno, sulla parte eccedente scatta l’iscrizione alla Gestione Separata e i relativi contributi, in parte trattenuti dal committente. Verifica la tua situazione con l’INPS o con un consulente, perché le regole sui contributi hanno dettagli che dipendono dal tuo caso.
Inoltre, da fine 2021 alcuni committenti imprenditori devono comunicare in anticipo all’Ispettorato del lavoro l’avvio di una prestazione occasionale. È un adempimento a carico loro, ma vale la pena parlarne prima di iniziare.
Errori frequenti
- Ritenuta applicata a un privato o, al contrario, dimenticata con un’azienda.
- Calcolo della ritenuta sul netto invece che sul lordo.
- Bollo dimenticato sopra 77,47 €.
- Ricevuta con partita IVA del prestatore: chi ha partita IVA deve fatturare.
- Descrizione vaga: «servizi vari» non aiuta né te né il committente.
Crea la ricevuta in un minuto
Con il generatore di ricevuta per prestazione occasionale inserisci il lordo, scegli se il committente è sostituto d’imposta e scarichi il PDF con netto, ritenuta, bollo e diciture. Prima del lavoro puoi mandare un preventivo con lo stesso calcolo; per compilare a mano ci sono i modelli in Word e PDF. Per firmare il PDF puoi creare una firma, ricordando che l’originale con la marca da bollo si firma a mano. Se poi l’attività diventa abituale, leggi come fare una fattura.
Aggiornato il 24/10/2026. Informazioni generali, non consulenza fiscale o previdenziale.