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Ricevuta per prestazione occasionale: come compilarla

Tutto quello che serve per una ricevuta corretta quando lavori senza partita IVA: chi può usarla, i dati da inserire, il calcolo della ritenuta e il bollo, con un esempio completo.

Aggiornato 2026-10-24 · TidyBills

Chi può usare la ricevuta per prestazione occasionale

La ricevuta è il documento di chi svolge un lavoro autonomo occasionale ai sensi dell’art. 2222 del Codice civile: realizzi un’opera o un servizio con lavoro prevalentemente tuo, senza vincolo di subordinazione e senza abitualità. Tipici esempi: una traduzione, una lezione privata, un piccolo progetto grafico, una consulenza una tantum.

Due condizioni contano:

  • niente partita IVA: se ce l’hai, i compensi si fatturano elettronicamente tramite SdI;
  • occasionalità: non un’attività organizzata e continuativa. Non esiste un numero fisso di incarichi o un importo che decida da solo: conta la natura del lavoro.

La prestazione è fuori dal campo IVA (art. 5 del D.P.R. 633/1972), per questo la ricevuta non riporta IVA e non passa dallo SdI.

I dati da inserire

Sezione Dati Consiglio
Prestatore Nome e cognome, indirizzo di residenza, codice fiscale Aggiungi l’IBAN per il pagamento
Committente Nome o ragione sociale, indirizzo, codice fiscale o partita IVA Indica se è un sostituto d’imposta
Documento Numero progressivo e data Una serie tua, per esempio 1/2026, 2/2026
Prestazione Descrizione del lavoro e periodo Concreta: cosa, quanto, quando
Importi Compenso lordo, ritenuta, netto a pagare Più l’eventuale rimborso del bollo
Diciture Prestazione occasionale, ritenuta, bollo Vedi sotto
Firma Firma del prestatore Sull’originale consegnato

La ritenuta d’acconto

Se il committente è un sostituto d’imposta (un’impresa, un professionista, un ente, un condominio), deve trattenere una ritenuta d’acconto del 20 % sul compenso lordo e versarla all’Erario per tuo conto. Ti paga quindi il netto. Se il committente è un privato, un forfettario o un soggetto estero, di norma la ritenuta non si applica.

Il riferimento di legge cambia con la data della ricevuta:

  • fino al 31 dicembre 2026: «Ritenuta d’acconto del 20% ai sensi dell’art. 25 del D.P.R. 600/1973.»;
  • dal 1° gennaio 2027, quando l’art. 25 viene abrogato: «Ritenuta d’acconto del 20% ai sensi del D.Lgs. 33/2025 (Testo unico versamenti e riscossione).».

Il generatore sceglie la dicitura in base alla data che inserisci.

La marca da bollo

Quando l’importo della ricevuta supera 77,47 €, è dovuta l’imposta di bollo di 2 €: applichi una marca da bollo sull’originale cartaceo consegnato al committente e scrivi sulla ricevuta «Imposta di bollo di € 2,00 assolta sull’originale.». Sotto o fino a 77,47 € il bollo non serve. La marca va annullata (per esempio con la data scritta sopra) e la copia che conservi riporta la stessa dicitura.

L’esempio completo

Giulia, studentessa senza partita IVA, traduce un catalogo per un’azienda. Compenso concordato: 1.000 € lordi. L’azienda è sostituto d’imposta.

Voce Calcolo Importo
Compenso lordo — 1.000,00 €
Ritenuta d’acconto 20 % 1.000,00 × 20 % − 200,00 €
Netto a pagare 1.000,00 − 200,00 800,00 €
Marca da bollo importo oltre 77,47 € 2,00 € sull’originale

L’azienda bonifica 800 € a Giulia e versa 200 € di ritenuta. A inizio anno successivo le rilascia la Certificazione Unica. Giulia dichiara 1.000 € di reddito e scala i 200 € già trattenuti.

Se le parti concordano che il bollo sia a carico del committente, Giulia lo indica come voce a parte («Rimborso imposta di bollo – 2,00 €»); come trattarla ai fini della ritenuta è un dettaglio da concordare con l’ufficio amministrativo del committente.

Se invece il committente fosse un privato, la ricevuta mostrerebbe 1.000 € lordi, nessuna ritenuta e 1.000 € netti, con la stessa marca da bollo.

Le diciture da riportare

  1. «Prestazione occasionale ai sensi dell’art. 2222 del Codice civile, esclusa dal campo di applicazione dell’IVA ai sensi dell’art. 5 del D.P.R. 633/1972.»
  2. La dicitura della ritenuta, se applicata (vedi sopra).
  3. «Imposta di bollo di € 2,00 assolta sull’originale.», se l’importo supera 77,47 €.

INPS e soglia dei 5.000 €

Si sente spesso parlare di un «limite di 5.000 € annui». Non è un tetto oltre il quale la prestazione occasionale è vietata: secondo le indicazioni INPS, quando i compensi da lavoro autonomo occasionale superano 5.000 € nell’anno, sulla parte eccedente scatta l’iscrizione alla Gestione Separata e i relativi contributi, in parte trattenuti dal committente. Verifica la tua situazione con l’INPS o con un consulente, perché le regole sui contributi hanno dettagli che dipendono dal tuo caso.

Inoltre, da fine 2021 alcuni committenti imprenditori devono comunicare in anticipo all’Ispettorato del lavoro l’avvio di una prestazione occasionale. È un adempimento a carico loro, ma vale la pena parlarne prima di iniziare.

Errori frequenti

  • Ritenuta applicata a un privato o, al contrario, dimenticata con un’azienda.
  • Calcolo della ritenuta sul netto invece che sul lordo.
  • Bollo dimenticato sopra 77,47 €.
  • Ricevuta con partita IVA del prestatore: chi ha partita IVA deve fatturare.
  • Descrizione vaga: «servizi vari» non aiuta né te né il committente.

Crea la ricevuta in un minuto

Con il generatore di ricevuta per prestazione occasionale inserisci il lordo, scegli se il committente è sostituto d’imposta e scarichi il PDF con netto, ritenuta, bollo e diciture. Prima del lavoro puoi mandare un preventivo con lo stesso calcolo; per compilare a mano ci sono i modelli in Word e PDF. Per firmare il PDF puoi creare una firma, ricordando che l’originale con la marca da bollo si firma a mano. Se poi l’attività diventa abituale, leggi come fare una fattura.

Aggiornato il 24/10/2026. Informazioni generali, non consulenza fiscale o previdenziale.

Domande frequenti

Devo applicare la ritenuta se il cliente è un privato?
No. Il privato non è sostituto d’imposta: ti paga il compenso intero e tu dichiari il reddito nella tua dichiarazione dei redditi.
Chi paga la marca da bollo?
Per legge il bollo è dovuto da chi emette la ricevuta, ma le parti possono accordarsi perché sia addebitato al committente. Se lo addebiti, indicalo come voce a parte e chiariscilo prima con il committente.
Come si dichiarano i compensi occasionali?
Sono redditi diversi e si indicano nella dichiarazione dei redditi. La ritenuta subita vale come acconto: il committente ti rilascia la Certificazione Unica con l’importo trattenuto.
Posso fare più ricevute occasionali allo stesso cliente?
Sì, purché il lavoro resti saltuario. Se gli incarichi diventano regolari e continuativi, l’attività non è più occasionale e serve la partita IVA.

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